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Paolo Parisi
Casa dell’arte (verde cadmio e magenta), 2003
Rocca di Carmignano
olio su due lastre di vetro, cm 300 x 400 ciascuna
Ph. Serge Domingie, Firenze

(...) Mentre nella pittura su tela di Paolo Parisi, giocata sull’indebolimento del monocromo, svolge un ruolo di primo piano la stratificazione e sovrapposizione dei colori, in questa grande opera su vetro collocata su due pareti esterne dell’ambiente architettonico, a contare è piuttosto il rapporto tra specularità e opacità: viste da fuori le grandi campiture monocrome dell’artista interdicono, infatti, ogni trasparenza, trasformando, attraverso le proprietà riflettenti del materiale, la muraglia di pittura in una sorta di specchio opaco, che assorbe il paesaggio circostante, viste dall’interno dell’ambiente a pianta quadrata di cui occludono due delle quattro speculari porte d’accesso, esse permettono invece di intravedere in una sorta di doppia visione, sia la materialità della pittura, sia il paesaggio che, attraverso gli interstizi del supporto, risparmiato dal colore, filtra in trasparenza, come in una sorta di “camera chiara”.
I due grandi monocromi cadmio e magenta, che compongono quest’opera angolare, realizzati dall’artista ri-tracciando il paesaggio di fronte, tramite impronte di singole ditate di colore (che come macroscopici pixel, ne occultano e contemporaneamente riformano l’immagine) non esauriscono l’operazione di Parisi che, come sottolinea lo stesso titolo[1] investe l’intero ambiente architettonico sia internamente che esternamente: all’interno i due vani porta che incorniciano la pittura entrano infatti in stretta relazione con le due restanti aperture, d’identica misura che incorniciano invece il paesaggio circostante. S’instaura così un rimbalzo continuo e senza soluzione di continuità tra pittura e architettura, paesaggio reale e paesaggio dipinto, rappresentazione e veduta colorata.
L’attutirsi della luce naturale poi facendo emergere progressivamente l’interno illuminato, restituisce materialità e spessore al gesto pittorico che, visto ora come in contro luce, ribalta la situazione di partenza, innescando una dialettica postuma tra interno ed esterno e una reversibilità naturale ed artificiale. Con il suo direzionamento angolare, inoltre, il dittico monocromo, accenna in maniera discreta ma evidente in direzione della Chiesa di San Michele che, a poche centinaia di metri, custodisce La Visitazione di Pontormo cui l’opera innegabilmente allude con i suoi colori manieristi.

Saretto Cincinelli

In Saretto Cincinelli (a cura di), “Moto a luogo”, cat. mostra Rocca di Carmignano, Gli Ori, Prato, 2004.


[1] Casa dell’arte (verde cadmio e magenta).